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Prudenza pasquale. Un eccesso di acquisti sui safe heaven?

Prudenza pasquale. Un eccesso di acquisti sui safe heaven?

Settimanale Mercati e Valute 13 aprile 2017

La prudenza guida i mercati, in vista del lungo week-end pasquale e delle trimestrali americane. La prudenza, una delle quattro virtù cardinali nella teologia cattolica, è l’atteggiamento cauto ed equilibrato di chi, intuendo la presenza di un pericolo o prevedendo le conseguenze dei suoi atti, si comporta in modo da non correre rischi inutili.

 

Prudenza, olio su tavola, Piero del Pollaiolo, 1470. Galleria degli Uffizi

In Europa, come negli USA, i dati economici continuano a migliorare. L’indice Markit PMI Manifatturiero dell’Eurozona sale a 56.2, valore record in quasi sei anni grazie alla crescita più veloce in Germania, Italia e Francia.
https://www.markiteconomics.com/Survey/PressRelease.mvc/ca133522244f4ee8b1bb430d5d99a28e

Lo ZEW, indice dell’Economic Sentiment della Germania, pur rimanendo sotto la media storica, è salito robustamente in aprile di 6.7 punti, portandosi a 19.5 livelli più alti da agosto 2015.
http://www.zew.de/en/presse/pressearchiv/erneute-verbesserung-der-konjunkturerwartungen/

La stagione delle trimestrali è partita bene per le più grosse banche americane, con J.P. Morgan, Wells Fargo e Citi che oggi hanno riportato utili sopra le attese nel primo trimestre 2017, spinti da buoni risultati dell’attività di trading.
https://www.wsj.com/articles/trumps-dollar-comments-send-asia-pacific-stocks-lower-1492052332

Perché, se tutto va bene, i listini azionari si tingono di rosso e i prezzi dei governativi di qualità salgono, riportando i rendimenti sui minimi?

Nelle ultime settimane, gli investitori hanno comprato volumi record di nuovi bond, segnalando scetticismo sulle prospettive di una crescita economica più veloce e riluttanti ad abbandonare una strategia che ha funzionato bene per anni.

Aziende e governi nei mercati emergenti hanno emesso 178.5 miliardi di bond denominati in dollari nei primi tre mesi dell’anno, record assoluto, mentre aziende USA con un rating junk hanno emesso 79.6 miliardi di dollari, il doppio rispetto a un anno fa. Le aziende USA con un rating più elevato hanno emesso 414.5 miliardi di debito nei primi tre mesi dell’anno.

Record di emissione di bond nel primo trimestre per le aziende ad alto rating. Grafico Wall Street Journal
https://www.wsj.com/articles/record-bond-issuance-shows-many-investors-still-doubt-economic-growth-1491735605

 

Le tensioni geopolitiche hanno stimolato l’appetito per i safe heaven, spingendo i rendimenti dei governativi di qualità sui minimi da inizio anno, con i Treasury decennali USA piombati al 2.28%, ora in leggera risalita, e i Bund decennali Germania all0 0.2%. Lo spread si è allargato con i decennali francesi e italiani (spread btp/bund 108 bps), in attesa delle elezioni presidenziali francesi. L’oro è balzato fino al 1279 dollari l’oncia, mentre il VIX sopra 15, sui massimi da cinque mesi.

Il petrolio ha accelerato al rialzo con il più lungo rally da dicembre, risalendo da 47.07 del 27 marzo a 53.71 di ieri, +14% in 13 sedute: il mese scorso l’Arabia Saudita ha tagliato la produzione di petrolio di 111000 barili al giorno, a 9.9 milioni di barili al giorno, ai minimi da gennaio, e la situazione geopolitica incandescente in Medio Oriente ha dato ulteriore sostegno ai prezzi. L’indice azionario russo Micex è in calo del 13% da inizio anno: un mix di rublo forte che frena le esportazioni e maggiore incertezza nelle relazioni tra Russia e USA dopo l’elezione di Trump.
https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-04-11/saudi-arabia-said-to-reduce-oil-output-to-lowest-since-january

 

Grafico giornaliero futures Treasury Note decennale da gennaio al 13 aprile 2017

La salita dei prezzi dei Treasury USA, con conseguente discesa dei rendimenti, è ancora più impressionante alla luce delle considerazioni che si leggono nei verbali dell’ultima riunione della banca centrale americana, comunicati il 5 aprile, in cui è ricomparsa la prospettiva di una riduzione, seppur graduale, delle posizioni in Treasury della Fed:

“I policymaker hanno riaffermato l’approccio alla normalizzazione del bilancio articolato nel Committee’s Policy Normalization Principles and Plans annunciato in settembre 2014. In particolare, i partecipanti hanno convenuto che le riduzioni nelle holdings della Federal Reserve dovrebbero essere graduali e prevedibili, e compiute soprattutto eliminando gradualmente il reinvestimento dei titoli in scadenza.
https://www.federalreserve.gov/monetarypolicy/files/fomcminutes20170315.pdf
Policy Normalization:
https://www.federalreserve.gov/monetarypolicy/policy-normalization.htm

Tanti sono i motivi che spiegano la cautela degli operatori in vista di un lungo week-end in cui i mercati americani saranno chiusi da stasera fino a domenica, mentre i mercati europei riapriranno martedì.

Trump che decide l’invio di 59 missili Tomahawk in Siria, mentre riceve il Presidente cinese Xi Jinping a Mar-a-Lago, in Florida, con la tranquillità di chi beve un tè con un amico, spedendo nei giorni seguenti un’altra portaerei, la Carl Vinson, davanti alla Corea. La Corea del Nord che mostra i muscoli, con ripetuti test missilistici verso il Mar del Giappone.

La Turchia che domenica 16 aprile deciderà con un referendum se dare ancora più potere a Erdogan, cosa che legittimerebbe de jure la situazione di fatto. Un quadro che ricorda più una dittatura che una democrazia. Erdogan sta già pensando a un altro plebiscito per decidere se continuare o interrompere le trattative iniziate nel 2005 per diventare membro dell’Unione Europea.

La Francia che si appresta alle elezioni presidenziali con alcuni candidati espressione di un grave malcontento sociale: se il nazionalistico ristabilimento delle frontiere e l’uscita da Schengen e dalla NATO che si legge nel programma di Marine Le Pen è sconcertante, non tranquillizza leggere nel programma di Jean-Luc Mélenchon, all’estremo opposto, l’intenzione di svalutare l’euro, ristrutturare i debiti pubblici, aumentare il protezionismo, autorizzare la BCE a finanziare direttamente gli Stati, alzare le tasse sulle eredità e i capitali, mettere fuori legge le stock options, creare un salario massimo tassando i redditi tutto il reddito sopra i 400.000 euro.
https://www.marine2017.fr/2017/02/04/projet-presidentiel-marine-le-pen/
https://avenirencommun.fr/avenir-en-commun/

OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE

I rischi geopolitici sono più difficili da quantificare rispetto alle valutazioni di tipo fondamentale e tecnico e per questo passano in second’ordine nelle decisioni degli investitori.

Del resto, prevedere correttamente l’esito di una vicenda geopolitica è cosa diversa dal prevedere la reazione dei mercati. Quasi tutti si aspettavano una catastrofe con Brexit, Trump e referendum italiano e i mercati sono saliti.

Infine, un evento geopolitico apparentemente negativo può comportare delle inattese conseguenze positive e viceversa. Ad esempio, la recente tensione fra Russia e USA dopo l’attacco in Siria, apparentemente negativa, potrebbe ricompattare la maggioranza a favore di Trump, scagionandolo dalle accuse della FBI riguardo all’interferenza russa nella vittoria alle elezioni americane.

In questo contesto, suggeriamo di vendere il mercato azionario USA, ora più vulnerabile. Il Trump trade, il miraggio di reflazione, forti tagli delle tasse e ingenti investimenti governativi, che ha guidato il rally degli ultimi mesi si sta lentamente sgonfiando: il taglio dell’ObamaCare è stato bocciato rendendo meno facile l’approvazione di forti spese. Il riavvicinamento di Cina e USA nel primo incontro tra Trump e Xi Jinping con aperture da parte della Cina ad investimenti nel settore finanziario in Cina e all’importazione di carne e prodotti agricoli americani in Cina allontana il tema protezionistico (meno imposte da riscuotere sui beni importati). Le quotazioni della Borsa USA, con valutazioni elevate, dovranno riadeguarsi al nuovo scenario di crescita più moderata e investimenti meno esplosivi di quanto preventivato da Trump.

Se la prudenza non è mai troppa, la corsa agli acquisti di bund come se il mondo dovesse finire domani ci sembra eccessiva, tanto più con i dati europei in miglioramento. Meglio vendere anche i bund.

Nell’incertezza delle elezioni presidenziali francesi, l’ipotesi di vittoria del moderato Emmanuel Macron ci sembra la più ragionevole. Eventuali impennate di rendimento sugli OAT potrebbero offrire opportunità d’acquisto.

Sui cambi si percepisce un latente nervosismo, tanto che basta una dichiarazione come quella di ieri di Trump “il dollaro è diventato troppo forte” per farlo indebolire. Abbiamo coperto le posizioni in dollari in area 1.06. Meglio rimanere bilanciati.
In area 1.0350-1.0450 saremmo compratori o venditori in area 1.0880 - 1.10.

Tanti auguri di buona Pasqua a tutti!

Andrea De Gaetano
Senior Analyst
andrea.degaetano@olympia-wealth.com