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Outlook estivo: Guerra commerciale e rendimenti dei bond in rialzo suggeriscono cautela

Outlook estivo: Guerra commerciale e rendimenti dei bond in rialzo suggeriscono cautela

2 agosto 2018

All’inizio di questa settimana, il Presidente USA Donald Trump ha ordinato a Robert Lighthizer, Rappresentante del Commercio USA, di considerare un aumento dal 10% al 25% delle tariffe doganali sulle importazioni di 200 miliardi di prodotti cinesi.

Secondo la dichiarazione di Robert Lighthizer, “L’Amministrazione Trump continua a sollecitare la Cina a interrompere le sue inique pratiche, aprire il suo mercato, e impegnarsi in un vero mercato competitivo. Siamo stati molto chiari sugli specifici cambiamenti che la Cina dovrebbe intraprendere”, prosegue Lighthizer, “Malauguratamente, invece di cambiare il suo comportamento dannoso, la Cina si è illegalmente rivalsa sui lavoratori americani, agricoltori, proprietari di ranch e imprese”, chiaro riferimento ai dazi che la Cina ha imposto su prodotti importati dagli Stati Uniti.
I nuovi dazi potrebbero entrare in vigore già dall’inizio del mese prossimo.
https://ustr.gov/about-us/policy-offices/press-office/press-releases/2018/august/statement-us-trade-representative

I mercati azionari e obbligazionari hanno reagito negativamente alla prospettiva di nuove tariffe doganali da parte degli Stati Uniti, che avrebbero l’effetto di rendere più cari per i consumatori americani i prodotti importati, con conseguente aumento dell’inflazione e possibile accelerazione della velocità del rialzo dei tassi d’interesse da parte della banca centrale americana.

L’economia americana viaggia a gonfie vele, con una crescita record del Pil che il Bureau of Economic Analysis USA stima al passo del 4.1% su base annua nel secondo trimestre, disoccupazione al 4% nel mese di giugno (venerdì 3 agosto in uscita i dati di luglio) e inflazione al 2.9% in giugno (2.3% al netto di alimentari ed energia).

Nel comunicato stampa di ieri, constatando la robusta crescita economica, la Federal Reserve ha mantenuto i tassi d’interesse invariati al target range 1.17%-2%, aprendo la strada ad altri due rialzi dei tassi d’interesse quest’anno, che i futures sui fed funds scontano nella prossima riunione del 26 settembre e del 19 dicembre.

Grafico mensile indice S&P 500 dal 1988 al 31 luglio 2018

Settimana scorsa, nella conferenza stampa del 26 luglio, la BCE non ha annunciato novità. Tassi fermi a zero almeno fino all’estate 2019. Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, stima un’inflazione al 2.1% su base annua in luglio 2018 (risalita dal 2% di giugno), all’1.1%, escludendo alimentari, alcolici, tabacco ed energia. La disoccupazione all’8.3% in giugno è stabile rispetto a maggio e in calo dal 9% di giugno 2017. Il Pil nell’area euro (EA19) è avanzato al passo al passo del 2.1% su base annua nel secondo trimestre 2018 (2.2% EU28).

Nelle scorse settimane, la PBOC, banca centrale cinese, ha iniettato a più riprese liquidità nel sistema bancario cinese per 100 miliardi di dollari e 74 miliardi di dollari, nel tentativo di contrastare il rallentamento economico suggerisce e per indebolire lo yuan, tornato sui livelli minimi (USD/CNY 6.86) da oltre un anno, in modo da compensare l’effetto dei dazi USA con uno yuan più competitivo. La Cina, che esporta beni negli Stati Uniti per circa 500 miliardi di dollari all’anno e ne importa 150 miliardi, ha tutto l’interesse di evitare una guerra commerciale ma, esaurita la pazienza, non manca di rispondere a tono alle minacce di Trump. Uno scontro fra titani.

Andamento Indici Azionari da inizio anno al 31 luglio 2018, dati Bloomberg

 Operativamente e per concludere

La stagione delle trimestrali volge al termine e la maggior parte delle aziende ha riportato utili sopra le stime degli analisti. In alcuni casi, come per Bank of America, le migliori trimestrali di sempre. Nel settore dei giganti tecnologici, la cui performance di Borsa sembrava sfidare le leggi di gravità, è arrivata però qualche forte doccia fredda. Il tonfo del 20% di Facebook in un’ora, a seguito di utili inferiori alle attese, la delusione sul numero di nuovi utenti di Netflix (5.2 milioni anziché 6.2 milioni previsti dagli analisti), la multa dell’antitrust di 4.3 miliardi di euro a Google (che ciò nonostante ha riportato utili eccellenti) sono episodi che rischiano di minare la fiducia degli investitori, smitizzando quel senso di invulnerabilità che finora aveva caratterizzato il settore.

Le prospettive di inflazione stanno spingendo al rialzo i rendimenti dei bond. Il decennale giapponese, sfuggito come un cane al guinzaglio dal controllo della Bank of Japan, che lo vorrebbe sotto lo 0.10% di rendimento, ha innescato un’impennata dei rendimenti mondiali e non sono bastati i tre interventi e la conferenza stampa della banca centrale per riportare la calma. Oggi, è stato il turno della Bank of England, che non ha potuto evitare di rialzare i tassi d’interesse per la prima volta dal 2009, allo 0.75%, con votazione unanime.

Grafico giornaliero Facebook da luglio 2017 al 31 luglio 2018, - 19,5% tra chiusura e apertura

I rendimenti dei BTP italiani sono schizzati al rialzo con la massima velocità da giugno, tornando a flirtare con il 3% di rendimento (dal 2.45% di due settimane fa).

EURO-BTP CONTINUOUS FUTURES, grafico giornaliero da febbraio al 2 agosto 2018

Il settore bancario, che normalmente giova di prospettive di tassi in rialzo, nel caso delle banche italiane è spaventato dalla veloce impennata dei rendimenti dei BTP, ancora abbondanti nei portafogli degli istituti di credito, che rievoca lo scenario di nuove richieste di capitalizzazione da parte delle autorità di controllo. Questo spiega il perché, ad esempio, del calo di Banca Intesa, nonostante la buona trimestrale.

L’euro oggi quota 1.1610 contro dollaro. La prospettiva di tassi in rialzo negli USA e di una BCE ancora ferma per un anno gioca a favore di dollaro. Eventuali rimbalzi in area 1.1850-1.1950 sarebbero una bella opportunità per ricomprare dollari. Se il pavimento in area 1.15 dovesse cedere, non stupirebbe rivedere i minimi del 2016, la parità fra euro e dollaro. Allora, si risentirebbe parlare di Re Dollaro.

Euro/Dollaro USA, grafico mensile dal 1988 al 30 luglio 2018

Dazi, tassi al rialzo e guerre valutarie raramente giovano ai mercati. Nonostante le ottime trimestrali e i principali livelli tecnici di supporto ancora intatti giustifichino nuovi tentavi di rialzo, il potenziale ribassista è molto più ampio degli eventuali margini al rialzo. Alleggeriamo dunque le posizioni per affrontare il periodo estivo più sereni.

Augurando una buona estate a tutti, cogliamo l’occasione per informarvi che l’invio della newsletter riprenderà in settembre, dopo aver aggiornato l’informativa sulla privacy e avervi richiesto conferma del vostro consenso all’invio.

A presto, con i migliori saluti,

Andrea De Gaetano
Senior Analyst
andrea.degaetano@olympia-wealth.com