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Elezioni Italiane.Perché i BTP appaiono tanto tranquilli?

Elezioni Italiane.Perché i BTP appaiono tanto tranquilli?

Newsletter Mercati e Valute 27 febbraio 2018

Il debito pubblico italiano, circa 2300 miliardi di euro, è tradizionalmente lo spauracchio degli investitori all’avvicinarsi delle elezioni italiane, fonte di incertezza. L’Italia ha il 132% di rapporto fra debito e prodotto interno lordo, il secondo per dimensione in Europa, dopo la Grecia (dove il rapporto debito/pil sfiora il 180%). Il tasso di disoccupazione è all’11%, superiore alla media europea all’8.7%. I non performing loans, crediti deteriorati, sebbene in diminuzione, restano elevati. Tanta legna sul fuoco per alimentare la speculazione e infiammare la stampa estera, feroce critica del Belpaese.

La montagna del debito pubblico italiano, in continua crescita negli ultimi 30 anni.

Perché, a dispetto dei pessimisti, a pochi giorni dalle elezioni i Titoli di Stato italiani fanno spallucce, mansueti come pecorelle, con rendimenti negativi fino alla scadenza due anni? Da un lato, il mercato ha iniziato a scontare l’incertezza elettorale sulla notizia, a  metà dicembre 2017, con rendimenti dei BTP saliti da area 1.60% al 2% di rendimento. D’altro canto, il coro degli investitori ritiene più probabile un prossimo governo di larghe intese con mantenimento dello status quo, piuttosto che uno scenario estremo. Poi, rimane la fiducia nella BCE, che come un cerbero buono, difende i Titoli governativi europei dalla speculazione.

Fonte BCE: http://ec.europa.eu/eurostat/tgm/graph.do?tab=graph&plugin=1&language=en&pcode=teina225&toolbox=type

Si aggiunga a questo che negli ultimi anni il Ministero del Tesoro si è finanziato con astuzia, riducendo le emissioni a tasso variabile (difficile pensare a tassi più negativi di oggi) e allungando la scadenza media del debito a tasso fisso, 6.9 anni nel 2017. Nel periodo 1990-1998, riporta Bloomberg, la scadenza media del debito italiano era inferiore ai 4 anni. Ciò assicura un bel polmone d’ossigeno all’Italia, anche se le condizioni di mercato dovessero peggiorare.

http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/img/Infografiche_IT/EVOLUZIONE_DELLA_STRUTTURA_DEL_DEBITO_E_VITA_MEDIA.jpg

 

I risultati delle ultime aste di Titoli di Stato Italia mostrano rendimenti ancora negativi sulle scadenze brevi (CTZ 24 mesi) e sul BTP indicizzato all’inflazione europea a 5 anni, mentre sulle scadenze più lunghe i rendimenti salgono, fino al 3,16% sulla scadenza trentennale, ma con rapporti di copertura più bassi: gli investitori in questa fase continuano a parcheggiare la liquidità a breve sui Titoli italiani, che hanno rendimenti meno negativi di quelli tedeschi.

D’altra parte, da tempo, i rapporti di copertura delle aste italiane, piuttosto deboli, indicano una certa cautela, soprattutto sulle scadenze lunghe. Chi invece non può che essere contento è il Tesoro Italiano che, nonostante tutto e grazie alla BCE guidata da Draghi (manna dal cielo per l’Italia), si finanzia a tassi bassissimi.

Aste del 13 febbraio 2018:

BTP 3 anni: rendimento lordo 0,05%, rapporto di copertura 1,65, importo assegnato 2,5 miliardi di euro.

BTP 7 anni: rendimento lordo 1,43%, rapporto di copertura 1,37, importo assegnato 2,927432 miliardi di euro

BTP 30 anni: rendimento lordo 3,16%, rapporto di copertura 1,33, importo assegnato 2,250 miliardi di euro.

Aste del 23 febbraio 2018:

BTP€I 5 anni: rendimento lordo -0,41%, rapporto di copertura 2,07. Importo assegnato 877 milioni di euro.

BTP€I 10 anni: rendimento lordo 0,89%, rapporto di copertura 1,77. Importo assegnato 1,123 miliardi di euro.

CTZ 24 mesi: rendimento lordo -0,216%, rapporto di copertura 1,43. Importo assegnato 2 miliardi di euro.

Il differenziale (spread) di rendimento tra Titoli di Stato Italia-Germania è sui minimi storici sulla scadenza 2 anni, 42 punti di differenza, con il 2 anni Italia a -0,17% e due anni Germania a -0,59. Fonte Bloomberg, grafico da febbraio 2008 al 23 febbraio 2018

Il mercato azionario italiano, in scia al rimbalzo delle altre Borse mondiali, ha recuperato terreno nelle ultime sedute, risalendo dai 21907 punti del 14 febbraio ai 22859 punti di oggi. Ancora ben lontano dai 24050, massimi di fine gennaio 2018.

Il differenziale (spread) di rendimento tra Titoli di Stato Italia-Germania è vicino ai minimi storici anche sulla scadenza 10 anni, 140 punti di differenza. Fonte Bloomberg, grafico da febbraio 2013 al 23 febbraio 2018

Nel frattempo, la volatilità dei mercati azionari è scesa quasi a livelli pre-crash su entrambe le sponde dell’Oceano. Il VIX è a 16, mentre la volatilità sull’indice italiano FTMIB IVI 30 Days è a 23,77.

OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE

Il sell-off di inizio mese ha riportato il mercato azionario europeo sui livelli di febbraio 2017. Un anno di rialzi annullato in due settimane. Poi il rimbalzo, tuttora in corso.

Grafico settimanale Eurostoxx 50 da febbraio 2015 al 26 febbraio 2018

Le ragioni del rialzo dei rendimenti sui bond, scintilla che ha innescato il ribasso sull’azionario, sono tuttora valide. L’economia sta migliorando e le banche centrali stanno pian piano facendo marcia indietro nel sostenerla, come è giusto che sia.

Settimana scorsa, il presidente della Fed di St. Louis, James Bullard ha cercato di tranquillizzare gli animi degli investitori spaventati dai verbali “falco” dell’ultima riunione della FED. Bullard ha detto che quattro rialzi dei tassi d’interesse dal parte della Fed nel 2018 gli sembrano troppi. Di contro, in Europa, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, probabile successore di Mario Draghi alla guida della BCE nel 2019, ha detto che “la BCE è indubbiamente un’istituzione che funziona bene, ma questa non può essere una ragione per sostituirci ai governi”. Weidmann è noto per essere uno dei maggiori critici della politica della BCE.

Impossibile prevedere il futuro e troppo rischioso cercare di indovinare chi vincerà le elezioni italiane e la reazione del mercato. Certo è, invece, che il mercato azionario e il mercato obbligazionario si presentano insolitamente calmi prima di un evento che, in caso qualcosa andasse storto, potrebbe generare volatilità.

Dunque, con il mercato in fase attendista, per chi non ha posizioni, meglio aspettare l’evento senza anticiparne gli esiti.

Per chi invece ha BTP e posizioni sul mercato azionario, qualche alleggerimento o copertura delle posizioni ci pare opportuna, tanto più con lo spread tra Titoli Italia-Germania sui minimi storici (soprattutto sulla parte breve) e con la discesa della volatilità che consente di proteggersi a costi contenuti, tramite l’acquisto di put.

http://www.eurexchange.com/exchange-en/products/int/fix-opt/government-bonds/Options-on-Euro-BTP-Futures/3175366

Sarà un caso che l’Eurex, primaria Borsa dei derivati in Europa, giusto in ottobre 2017 ha introdotto la possibilità di negoziare le opzioni sui BTP?

Il differenziale di rendimento fra Titoli Germania e Titoli USA è invece sui massimi degli ultimi trent’anni: i decennali USA rendono circa il 2,2% in più di quelli tedeschi.

Sul cambio euro/dollaro USA consideriamo 1,25-1,2650 area di vendita e 1,20-1,1950 area di acquisto, con view di breve moderatamente positiva sul dollaro, in ragione del differenziale di rendimento a favore di dollaro sui massimi storici.

Buon voto a tutti!

Andrea De Gaetano
Senior Analyst
andrea.degaetano@olympia-wealth.com