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Davos World Economic Forum

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Newsletter Mercati e Valute 23 gennaio 2018
FMI, shutdown e BCE, settimana importante per i mercati

Quest’anno, è Donald Trump l’ospite più atteso a Davos. Pittoresca località alpina svizzera, Davos ogni anno accoglie il World Economic Forum, dove i grandi del pianeta si riuniscono per discutere rischi e opportunità dell’anno successivo. Il Forum durerà tutta la settimana e Trump dovrebbe arrivare giovedì. È dai tempi di Bill Clinton, quasi vent’anni fa, che un presidente americano non partecipa a Davos. Quale sarà la provocazione di Trump ai globalisti di Davos, fautori di integrazione e sostenibilità?
https://www.weforum.org/events/world-economic-forum-annual-meeting-2018

Neve battente e rischio valanghe a Davos, clima politico incandescente a Washington. Venerdì scorso è scattato lo shutdown. Tutto bloccato per 3 giorni, come nel gioco dell’oca quando si finisce sulla casella sbagliata. Poi, nel tardo pomeriggio di ieri, Repubblicani e Democratici nel Congresso USA hanno trovato un accordo sulla legge di bilancio fino all’8 febbraio, uscendo dall’impasse. Sano pragmatismo anglosassone, senza accordo sulla legge di bilancio e con fondi tirati all’osso, l’amministrazione pubblica americana taglia i costi. Con il famigerato “shutdown”, migliaia di dipendenti federali si trovano senza paga o sospesi dal servizio, con conseguenti rallentamenti nella vita di tutti i giorni. Di certo non il modo ideale di celebrare il primo anniversario di governo per Trump!

Per votare la legge di bilancio i democratici hanno ottenuto garanzie sugli immigrati mentre  Trump, chiede come contropartita la costruzione del muro con il Messico. I mercati sono abituati alle sceneggiate fra repubblicani e democratici e in passato irrisorie le conseguenze degli shutdown (l’ultimo fu nel 2013 con Obama). Ma uno shutdown renderebbe la strada ancora più in salita a un accordo sul debt ceiling, tema che invece nel 2011 aveva fatto tremare le gambe ai mercati. A quanto risulta dal Congressional Budget Office, i fondi per pagare gli interessi sul debito e rimborsare i bond emessi dal Tesoro USA finiranno in marzo/aprile di quest’anno. Se nel frattempo repubblicani e democratici non si accorderanno sul nuovo tetto del debito (oltre il quale il Tesoro non può emettere bond per finanziarsi) i mercati potrebbero prenderla male, come accadde nel 2011, quando le goffaggini nel gestire l’aumento del detto del debito costarono agli USA un downgrade sul debito e innescarono una forte correzione sui mercati. https://www.cbo.gov/publication/53336

A Davos, Christine Lagarde leader del Fondo Monetario Internazionale ha dipinto un quadro a tinte forti, tante opportunità legate alla crescita economica, ma tanti rischi e inuguaglianze sociali.  Economia globale prevista in crescita al 3.9% per il 2018 e 2019, dal 3.7% del 2017, ma rischi al ribasso nel medio periodo legati ai rendimenti compressi sul settore obbligazionario, alle valutazioni elevate degli asset, al prolungato periodo di bassa volatilità.
http://www.imf.org/en/Publications/WEO/Issues/2018/01/11/world-economic-outlook-update-january-2018

Il FMI non è l’unica importante istituzione ad ammonire gli investitori sui premi al rischio compressi. Settimana scorsa il Vice Presidente Vitor Constancio della BCE ha risposto alla domanda di un giornalista di Repubblica Vede rischi per la stabilità finanziaria dalle politiche a dir poco erratiche di Donald Trump?” I rischi per l’economia globale discendono soprattutto dalla possibile inversione dei premi per il rischio nei mercati dei bond. Una caduta dei prezzi e un aumento dei rendimenti, se improvviso e disordinato, potrebbe essere un pericolo. Speriamo che l’aggiustamento a una maggiore crescita e a un’inflazione più alta, in prospettiva, sia graduale, ha risposto Constancio
https://www.ecb.europa.eu/press/inter/date/2018/html/ecb.in180117.it.html

 OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE

La “volatilità all’orizzonte” prospettata nell’outlook 2018 è già arrivata? Calma apparente sui mercati, l’indice VIX, noto come indice della paura, settimana scorsa è salito da area 9 di inizio anno alla soglia del 13 punti (oltre il 40%) e ora quota 11. Livelli minimi se si paragonano al 55 toccato in agosto 2015 o al 90 sfiorato durante la crisi del 2008, ma un segnale che gli investitori stanno cominciando ad acquistare volatilità per proteggersi da eventuali inversioni del mercato.

Grafico orario VIX dal 27 dicembre 2017 al 22 gennaio 2018

Giovedì ci sarà la decisione sui tassi d’interesse della BCE. Occhi puntati sul presidente Draghi, che si troverà a dover compiere un’altra delle sue acrobazie. Giustificare tassi a zero con un’economia quasi al galoppo, preparare gli investitori al tapering senza spaventarli (la BCE nel 2018 riduce il ritmo di acquisti dai 60 ai 30 miliardi al mese), spiegare l’inconsueta differenza di rendimenti tra USA ed Europa, con l’Europa che oggi cresce a un ritmo più sostenuto del paese a stelle e strisce. L’assist a Draghi arriva dai dati sull’inflazione all’1.4% nel mese di dicembre, in calo dall’1.5% di novembre e dall’inflazione core allo 0.9% ancora molto bassa. Due elementi che gli permetteranno di essere ancora accomodante.

Si presenta l’opportunità di vendere Euro sui livelli tecnici 1.2250-1.25, nell’ottica di un ritorno in area 1.20-1.18-1.16. Tanto più se Draghi sarà accomodante.

Euro forte, Dollaro debole suggeriscono incursioni sui bond dei Paesi emergenti, che crescono più delle economie sviluppate e giovano di un indebolimento del dollaro valuta in cui sono indebitati.

Cambio euro/Dollaro USA, grafico settimanale dal 2008 al 23 gennaio 2018

Sull’azionario, che sta inanellando massimi su massimi, rimaniamo dell’idea di acquistare protezione tramite opzioni put o di alleggerire le posizioni. Nessuno sa quando una correzione arriverà, ma più si sale in alto e senza soste, più la caduta può essere rovinosa. Come con bitcoin!

Con strade gelate a Davos e incertezze all’orizzonte, circolare senza assicurazione sarebbe imprudente! Mi raccomando, le catene se andate in montagna.

Buona settimana a tutti!

Andrea De Gaetano
Senior Analyst
andrea.degaetano@olympia-wealth.com